Fabio Pusterla
Editore
Marcos y Marcos
Genere
Narrativa
Pubblico
Per tutti
Trama
Un paese sommerso dall’acqua per costruire una diga – La mia casa si chiama Resistenza e qui tendo l’orecchio/se mai da sotto suonasse qualcosa/un rintocco o un tintinno subacqueo; la beffa archeologica dell’uomo di Piltdown – Nei giorni dissipativi,/negli anni di quadriglia e di trincea,/io sono la musica finta degli eoni,/un sogno d’avvocati e gesuiti; la prima raffigurazione nota del volto femminile. La poesia di Fabio Pusterla fruga tra le eccezioni, le anomalie, gli scarti rivelatori. Sa che lo sguardo fa male/se non mente di fronte all’operaio caduto da un’impalcatura, all’ultimo viaggio dei maiali portati al macello, alle implorazioni e ai lamenti lanciati nell’etere o affidati a un messaggio infilato tra le pagine di un libro. Approda alle pietraie scoscese annusando con occhi di lupo magro il sole dell’alba che disseta i merli, si tuffa negli abissi marini per accogliere l’aereo che precipita e che lento e deciso cala oscillando verso zone sconosciute,/traversa le alghe e i sargassi,/colonie di molluschi, torpedini,/trapassa le correnti, si conficca nei fondali/ di sabbia e di roccia primaria,/giunge all’origine dei pesci progenitori/degli anfibi e dei rettili,/progenitori degli uccelli e degli angeli/e degli uomini smarriti. Esplode magnifica nello slancio verso l’inaccessibile che ci scorre nel sangue: Sei una cosa/che nessuna parola può dire e che in ogni parola/risuona come l’eco di un lento respiro, sei il mio vento/di foglie e primavere, la voce che chiama/da un posto che non so e riconosco e che è mio./Sei l’ululato di un lupo, la voce del cervo/vivo e ferito a morte. Il mio corpo stellare. La nuova raccolta di una delle voci più amate della poesia contemporanea affonda nelle sue radici e spicca il volo.
Lingue
Italiano
Lingue sottotitoli
Italiano
Formato
Libro
